Golosi di bevande zuccherate? Dal 2026 i prezzi aumenteranno.

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L’ entrerà in vigore della sugar tax è una misura che ha l’obbiettivo di ridurre l’alto tasso di obesità nel nostro paese, soprattutto infantile, e di ridurre le ingenti spese sanitarie per curare malattie legate all’eccessivo consumo di zuccheri quali: la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete.

La misura è già presente in 105 paesi del mondo, compresi diversi paesi europei. 

La sugar tax non lascia del tutto esenti nemmeno i prodotti etichettati come “light” o “senza zucchero” se classificati come bevande industriali dolcificate.

Per il primo anno, si stima che la tassa sarà di 0,05 centesimi di euro al litro per le bibite zuccherate e di 13 centesimi al chilogrammo per i prodotti zuccherati “previa diluizione”. Poi passerà rispettivamente a 10 e 25 centesimi nel 2026

‍Alcuni ritengono gli aumenti irrilevanti e che potrebbero non portare ad una riduzione dei consumi mentre secondo altri a pagarne le spese saranno le imprese: con un significativo aggravio fiscale, riduzione delle vendite, perdita di competitività, tagli agli investimenti e occupazione a rischio con un calo del fatturato fino al ‑10 %.

Trovare un’alternativa, come molti hanno auspicato, non è così semplice vista la forte risonanza per le casse dello Stato, si stima infatti un’entrata di circa 300 milioni di euro l’anno, perciò, eliminarla significherebbe trovare un’altra soluzione che copra tali cifre. 

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