Una nuova frontiera: cos’è la biopirateria?

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Per biopirateria intendiamo l’uso e lo sfruttamento delle risorse naturali e dei saperi tradizionali, senza diffondere alcuna nozione sull’origine delle materie prime utilizzate o sui popoli di appartenenza, che hanno custodito e tramandato tecniche e/o saperi ad esse collegate.

Il Trattato sulla Proprietà Intellettuale, sulle Risorse Genetiche e sulle Conoscenze Tradizionali Associate, conosciuto con l’acronimo di “GRATK”, è stato creato proprio allo scopo di arginare questa pratica. Chi vuole brevettare un’invenzione che utilizza materiali o tecniche derivanti da culture antiche (come ad es. le proprietà curative di una pianta medicinale indigena), dovrà dichiararne la provenienza, manifestando tutte le informazioni connesse, ivi comprese quelle più antiche.

La convenzione, promossa dall’ Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), è stata ratificata nel 2024 e rappresenta un passo avanti per rendere la ricerca più trasparente e con benefici più equi. Possono essere previste finanche sanzioni, in caso di omissioni di informazioni o per intenzioni fraudolente, volte ad occultare nozioni utili sulla provenienza delle materie prime. 

Se entrerà in vigore potrà trasformare la modalità in cui vengono concessi brevetti nel campo della biotecnologia, obbligando a maggiore trasparenza, chiarezza e tutela dei popoli che custodiscono quei saperi.

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